TATTOOS, CARNEVALE E TATTOO CONVENTION

Tweedot blog magazine - Milano Tattoo Convention

Tweedot blog magazine - Milano Tattoo Convention 2013
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Tweedot blog magazine - Milano Tattoo Convention
La cosa curiosa è che l’evento avviene in concomitanza con una festività ben conosciuta, il Carnevale.
Che sia una coincidenza?

Facciamo un passo indietro…
L’arte del tatuaggio è nata moltissimo tempo fa, addirittura si pensa che fosse già in uso durante la preistoria. Molti e diversi sono i motivi che hanno spinto l’uomo a disegnarsi permanentemente sul corpo, tra questi ci sono la cultura e la religione, altri invece sono cambiati con il tempo. I tattoo venivano fatti principalmente per rendersi più belli oppure come segno di appartenenza ad una certa categoria ma anche per celebrare il raggiungimento di un traguardo o per mostrare un’ideologia.
Oggi sono molti i ragazzi che decidono di farsi tatuare qualcosa, spesso qualcosa che adorano o che li rappresenta sotto forma di simbolo, disegno, frase; sarà forse una forma di smascheramento di se stessi?

Tweedot blog magazine - Tattoo Convention
Diamo un’occhiata rapida alla storia del Carnevale, o meglio, al perché si usa mascherarsi.
Il Carnevale è una festività cattolica nata molto tempo fa. La parola Carnevale deriva dal latino e significa “eliminare la carne”; infatti, il giorno dopo la fine di questa festività inizia il periodo di Quaresima, in cui, a suo tempo, vigeva il divieto di mangiare carne fino alla Pasqua.
Il periodo precedente alla Quaresima era quindi visto come un periodo di eccessi, feste, piacere, in cui si beveva, si mangiava e si nascondeva la propria identità dietro a delle maschere.

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Perché le maschere?
Il travestirsi ci porta ad assumere le sembianze di qualcosa che non rappresenta esteticamente noi stessi, ma anzi ci permette di mettere in evidenza un’altra parte di noi che non sempre è possibile mostrare o addirittura qualcosa che non appartiene alla nostra personalità, una sorta di alter ego.

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Ed è qui che volevo arrivare. A Carnevale ci si maschera per mostrare una parte di noi stessi che solitamente è nascosta o che addirittura non ci appartiene, e per fare questo ci si ricopre di colori, tessuti e forme.
Il tatuaggio, sia colorato che in bianco e nero, ricopre la pelle con una nuova storia, con qualcosa in più da dire, con qualcosa di noi che vogliamo mostrare ma che senza di esso rimarebbe nascosto nella nostra mente e nel nostro carattere.
Non è forse un modo alternativo di festeggiare il Carnevale?
Forse in entrambi i casi si mostra quello che si vorrebbe essere, solo che in uno lo si fa permanentemente, nell’altro dura appena qualche giorno.

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