INCURSORI ITALIANI NELLE ACQUE VICINO LA LIBIA PER...

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Incursori italiani nelle acque vicino la Libia per difendere gasdotto e piattaforma Eni.Ma non ce lo dicono

 

Mentre in tv va in onda Amici,l’isola dei famosi ecc,e i tg ci parlano ancora di Bossetti,come se ci fossero ancora dubbi sulla sua colpevolezza,degli uomini coraggiosi ,gli incursori più addestrati d’Italia partono per difendere gli interessi nazionali all’insaputa degli italiani “dormienti”.

Sono partiti da Spezia e da Taranto, puntando verso la polveriera libica un paio di distaccamenti del gruppo operativo Incursori (Col Moschin) e una compagnia di fucilieri di Marina (Battaglione San Marco), dirette verso le piattaforme petrolifere dell’Eni in Libia, davanti allaTripolitania.


Formalmente impegnati in un’esercitazione, anche se i connotati non sarebbero proprio quelli classici dell’addestramento: pronti a intervenire se la situazione dovesse precipitare. La notizia è stata confermata da diverse fonti come Il Secolo d’Italia , Il Giornale e La Stampa  .


Come riferisce Il Secolo D’ Italia : I militari avranno il compito di proteggere ed eventualmente evacuare il personale che lo richieda. Inoltre c’è sempre la stazione di compressione di Greenstream dell’Eni a Mellitah, sulla costa libica, vigilato da guardie private, che poco potrebbero fare di fronte a un commando dell’Isis che minacciasse di far saltare tutto a meno di non ricevere un congruo riscatto. Evidentemente il governo italiano, bruciato forse da passate esperienze, ha realizzato che qualche gruppo fondamentalista potrebbe pensare a rapire nostri concittadini in Libia per poi chiederci qualche decina di milioni di euro di riscatto. Visto il pregresso, sarà meglio prevenire, hanno pensato i nostri governanti.
Detto fatto: le nostre truppe migliori sono già in piena operazione diretti verso la nostra ex colonia dove metteranno in sicurezza le nostre strutture e veglieranno sull’incolumità dei lavoratori e dei residenti italiani in Libia. A quanto pare ci sono riunioni in corso anche delle altre forze speciali come ad esempio i paracadutisti. «Se verrà chiamata, laBrigata Sassari sarà pronta a fare la sua parte», ha tra l’altro detto il generale Arturo Nitti, comandante della Brigata Sassari, in merito ad un eventuale intervento dei “sassarini” sullo scenario internazionale, in occasione delle celebrazioni per il centenario della storica Brigata. D’altra parte sempre giovedì il segretario generale della Nato JensStoltenberg ha chiaramente detto al premier Renzi e ai ministri Gentiloni e Pinotti che un intervento militare della Nato non è per ora in agenda. E quindi l’Italia i suoi interessi se li deve guardare lei. Per una volta.

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